martedì 7 maggio 2013


TRASPORTO DELLE BARCHE SUI NAVIGLI MILANESI


VERGA SCRIVE CHE NEL 1834 LE BARCHE VENIVANO FISSATE ANCORA IN ACQUA AI CARRI FERROVIARI. ALL’OPERAZIONE ERANO ADDETTI DUE UOMINI E UN CAPOUOMO.
LA BARCA PARTIVA TRASCINATA DA UN ARGANO AZIONATO DA CAVALLI.
LE BARCHE CARICHE SCENDONO SENZA RIMORCHIO, MA RIMONTANO VUOTE IL CANALE, RIUNITE IN GRUPPO DI 5 , DETTE COBBIE, TIRATE OGNICOBBIA DA 5 CAVALLI; ESSE RIMONTNO IL CANALE IN 8 ORE E LO RIMONTANO IN 12.
SI AVEVANO BARCHE DESTINATEAL TRASPORTO DELLE PERSONE, DETTE CORRIERE PAVESI, QUESTE BARCHEERANO MOSSE NELLA DISCESA E NELL’ASCESA DA CAVALLI AL PICCOLO TROTTO.
LE BARCHE CARICHE RIMONTAVANO LA CORRENTE TRASCINATE LENTAMENTE DALLE FAMOSE E TIPICHE ROZZE .
SI PUO’ IMMEGINARE UN TRASPORTO SIMILE FINO AL 1854 QUANDO E’ STATO INVENTATO IL MOTORE A SCOPPIO DA DUE FISICI ITALIANI ,EUGENIO BERSANTI E FELICE MATTEUCCI.

LA DARSENA

LA DARSENA ERA STATA VOLUTA E REALIZZATA NEL 1603 DAL GOVERNATORESPAGNOLO PEDRO ENRIQUEZ DE ACEVEDO CONTE DI FUENTES ( 1525-1610) : ERA ADDOSSATA ALLE NUOVE MURA  E NE ASSECONDAVA IL PERIMETRO DEL VERTICE SUD OCCIDENTALE; VENIVA USATA PRINCIPALMENTE  COME PORTO, MA SERVIVA ANCHE PER COLLEGARE IL NAVIGLIO GRANDE CON IL NAVIGLIO PAVESE.

INFORMAZIONI PRESE DA:
-          NAVIGLI DEL MILANESE NEL 1927
-          WIKIPEDIA
WWW.TRENTOBLOG.IT ( BREVE STORIA 

martedì 30 aprile 2013

"Il Naviglio letterario" è su Google Currents

In questi giorni si è completato il lavoro di ricerca e di elaborazione del materiale letterario da parte della 3G.

La pubblicazione è avvenuta sulla piattaforma ad accesso gratuito Google currents, che permette una fruizione del materiale su dispositivi mobili Android e iOS.

Per visualizzare il lavoro della 3G:
  • installare Google Currents dai rispettivi store, secondo le istruzioni specifiche di ciascun dispositivo
  • raggiungere con il browser del dispositivo la pagina di accesso, seguendo questo link 
  • cliccare su "aggiungi"
  • il lavoro è sempre raggiungibile su Currents nella sezione "altro".
Buona navigazione!

lunedì 29 aprile 2013

Uscita - Naviglio Martesana


USCITA DIDATTICA DEL 18 APRILE 2013 AL NAVIGLIO DELLA MARTESANA

Abbiamo visitato i seguenti luoghi: la conca di San Marco, la stazione di posta (dove si pagava il dazio) e un tratto del naviglio aperto in via Tirano (raggiunto prendendo la 43 dalla fermata MM2  M.Gioia).
La nostra guida dell’associazione Verde Acqua che lavora presso l’Acquario di Milano ci ha raccontato la localizzazione dei navigli, il loro uso e cenni storici. Sulla conca San Marco ha spiegato il funzionamento delle chiuse.



In seguito ci siamo spostati per osservare meglio l’ecosistema del naviglio e abbiamo visto che esso è ricco di animali (es. uccelli acquatici come Folaghe e Germani reali anche con piccoli) e vegetazione spontanea. 


Per valutare la qualità dell’acqua ne abbiamo prelevato un campione e analizzato alcuni parametri chimici: nitrati, nitriti, fosfati, pH, rilevando un’acqua complessivamente buona cioè utilizzabile per scopi irrigui.

Analisi dei Nitriti
il valore di nitriti riscontrato è di 0,05 mg/l




Note geografiche  e storiche sul Naviglio Piccolo.






Una lunga storia che inizia nel 1443 quando Filippo Maria Visconti decide di costruire il canale, i lavori però iniziano nel 1457 con Francesco Sforza e finiscono nel 1496 quando il duca di Milano è Ludovico il Moro e la Martesana viene collegata alla cerchia interna dei navigli.
Il naviglio si chiama Martesana dal nome del contado che avrebbe attraversato ai tempi di Francesco Sforza e che si trova a nord-est di Milano. E' conosciuto anche come Naviglio Piccolo in contrapposizione al precedente e molto più importante Naviglio Grande. I milanesi lo chiamano al femminile 'la Martesana'.
La Martesana prende le sue acque dall'Adda a Concesa, poco più a sud di Trezzo d'Adda, poi scorre a fianco del fiume fino a Cassano d'Adda, da qui si stacca ad angolo retto per dirigersi verso Milano e dopo 38 chilometri arriva al Tombone di S.Marco.
La Martesana è un canale navigabile largo dai 9 ai 18 metri, profondo da uno a 3 metri e lungo 38,7 km (di cui alcuni interrati) che collega Milano con il fiume Adda.

 REPORTAGE DI GIOVANNI E FEDERICA


sabato 6 aprile 2013

Effetto Squat

Effetto Squat

L.G., L.V.                                                                                                                                                        5-2-2013

2F

EFFETTO SQUAT

Il teorema di Bernulli enuncia: “Sulle diverse sezioni di un condotto orizzontale, la somma della pressione e dell’ energia cinetica dell’ unità di volume di un fluido in movimento è costante”. Pertanto, per ogni incremento della velocità si ha simultaneamente una diminuzione della pressione.

Applicando questo teorema ad un contesto di navigazione navale, risulta che l’ incremento della velocità di un’ imbarcazione comporta la diminuzione della pressione verticale esercitata dall’ acqua su di essa (ovvero un decremento della forza di Archimede), e di conseguenza questa si immerge ulteriormente nell’ acqua avvicinandosi al fondo del corso d’ acqua. Questo fenomeno viene indicato come “effetto Squat”.

Inoltre l’ imbarcazione, abbassandosi, riduce lo spazio tra il fondo del corso d’ acqua e la carena dell’ imbarcazione stessa, e di conseguenza il fluido che vi passa attraverso aumenta la velocità del suo moto, amplificando l’ effetto Squat.

Questo fenomeno è determinato dalla Legge di Castelli (o Legge di Continuità): “In una corrente liquida a regime permanente attraverso una qualsiasi sezione la portata risulterà costante, pertanto le velocità di un liquido in un condotto a sezione variabile sono inversamente proporzionali alle aree del condotto stesso”.

Le formule

- Teorema di Bernulli:

 

In cui: v rappresenta la velocità del fluido, g è l'accelerazione di gravità, h è la quota altimetrica, p rappresenta la pressione, ρ è la densità del fluido.

- Legge di Castelli:

Dove Q è la portata, S1 e S2 sono due generiche aree di due differenti sezioni,  e  sono rispettivamente i valori di velocità nelle sezioni prima indicate.

Velocità Critica

Il fenomeno dell’ Effetto Squat fu studiato da Havelock, che elaborò la teoria della Velocità Critica, ovvero: se un’ imbarcazione transitante per un canale o un bassofondo mantiene una velocità superiore alla Velocità Critica, questa urterà con la carena il fondo del corso d’ acqua.

Egli elaborò queste formule:

  in Nodi

in M/sec

Nelle quali g è l’ accelerazione di gravità (pari a 9,806 m/sec) e h l’ altezza del bassofondo in metri.

Relativamente a questo studio, abbiamo raccolto alcuni dati riguardanti i Navigli lombardi:

Profondità dei tratti fluviali:

- Darsena = 1,5 m

- Naviglio Grande = 1,0 m (min) – 3,8 m (max)

- Naviglio della Martesana = 0.75 m

- Naviglio Pavese = 1,2 m

- Naviglio di Paderno < 1,2m

Grazie alle formule di Havelock ricaviamo le seguenti Velocità Critiche:

- Darsena di Milano = 1,534 m/sec

- Naviglio Grande = 1,252 (min) - 2,441 (max) m/sec

- Naviglio della Martesana = 1,084 m/sec

- Naviglio Pavese e del Naviglio di Paderno =< 1,372 m/sec

Si ottiene la conversione da m/s in km/h moltiplicando per 3,6:

- Darsena di Milano = 5,52 km/h

- Naviglio Grande = 4,32 - 8,79 km/h

- Naviglio della Martesana = 3,9 km/h

- Naviglio Pavese e del Naviglio di Paderno =< 4,9 km/h

giovedì 21 marzo 2013


IL NAVIGLIO CHE VORREMMO


I giovani hanno bisogno di svagarsi perciò si ha bisogno di luoghi adatti per le loro esigenze come ad esempio la zona dei navigli, già in parte frequentata la sera dai ragazzi.
La zona del naviglio più frequentata è quella in centro a Milano, dove si incontrano 3 fiumi formando un triangolo dove vi è una notevole concentrazione demografica.

Adesso passeggiare lungo i Navigli è desolante e non c'è nemmeno l'acqua, solo qualche pozzanghera putrida, rifiuti di ogni tipo, pesci morti.
Carcasse di elettrodomestici, ombrelli rotti, lattine: un pattume a cielo aperto, con gli uccelli che ci volano sopra come in una discarica. Immagini che non vorremmo vedere mai più nella nostra Milano.
La condizione attuale del Naviglio rappresenta un duplice problema: sia dal punto di vista dell'attrazione turistica che da quello della nostra responsabilità, per cui è impensabile lasciare i canali in queste condizioni.

Per essere degni di poter accogliere dei turisti nei navigli, bisogna migliorare, pulire e perfezionare la zona, le acque non devono essere più così sporche, il fiume deve cessare di vivere come una specie di discarica per rifiuti di ogni tipo e deve apparire affascinante per poter essere navigato, non vogliamo mai più rivedere quella grossa quantità di sporcizia che invade una delle zone più belle di Milano.
Occorre un progetto che valorizzi un’area oggi degradata e la riqualifichi mediante la rimozione di rifiuti e di specie infestanti e con la pulizia delle strade e delle acque.
Questo è il Naviglio che vorremmo...


LEONARDO VS FRANK GEHRY VS RENZO PIANO

Tutti e tre ricercano la perfezione per le loro opere , ciascuno secondo i propri canoni.

Leonardo è più regolare e si basa sull’invenzioni di oggetti innovativi e unici per la sua epoca.Gary ricerca forme uniche fuori dagli schemi che rimangano impresse utilizzando materiali diversi dai soliti. Renzo è lo stile. Quello dell'architetto è un mestiere d'avventura: un mestiere di frontiera, in bilico tra arte e scienza. Al confine tra invenzione e memoria, sospeso tra il coraggio della modernità e la prudenza della tradizione. L'architetto svolge il mestiere più bello del mondo perché su un piccolo pianeta, dove tutto è già stato scoperto, progettare è ancora una delle più grandi avventure possibili

IL NOSTRO ARCHITETTO IDEALE

Al giorno d’oggi tutto ciò che ci circonda e che l’uomo ha costruito è stato progettato e inventato da
un team di ingegneri ed architetti.

In particolare gli ultimi sono responsabili della progettazione di strutture a scopo estetico e funzionale,  ma quante volte queste creazioni riescono veramente ad unire insieme il bello con l’utile??? Per comprendere meglio tutto ciò prendiamo in considerazione tre uomini che hanno rivoluzionato la storia dell’architettura. Il primo fu un tradizionalista ma allo stesso tempo un grande innovatore considerata la sua epoca,  LEONARDO. Il secondo protagonista di un’architettura alla ricerca dello stravagante, ma allo stesso tempo attento alla natura, FRANK GEHRY. Ultimo ma non meno importante è un architetto italiano famoso soprattutto all’estero capace di restare attaccato alla sua indole classica ricorrendo però alla travaganza, RENZO PIANO.

Leonardo visse nel XV secolo e fu uno dei più grandi architetti della storia, le sue opere a Firenze e a Milano, in particolare, sono sotto l’occhio di tutti e hanno contribuito enormemente nello sviluppo urbanistico delle due città. A Milano con la costruzione delle chiuse del naviglio e nei dintorni di Firenze con la deviazione del grande fiume Arno. Ogni sua opera presenta caratteri unici da ogni punto di vista, portò con se i suoi caratteri ispiratori e diede alle sue opere civili, ma soprattutto militari un’utilità reale; tutto ciò che costruiva e progettava era un’opera pensata in ogni minimo particolare per uno scopo ben preciso, nulla era lasciato al caso.

Frank Gehry è un architetto canadese nato a Toronto nel 1929, ma ha vissuto e lavorato negli Stati Uniti. Tra i suoi capolavori più importanti sicuramente possiamo distinguerne alcuni come il museo Guggenheim di Bilbao, la casa danzante a Praga e la Novartis Pharma A.G. Campus a Basilea. Ognuna di queste opere è unica nel suo genere e dimostra un’innata capacità di raggiungere risultati impensabili a prima vista e rivoluzionari per l’architettura moderna.

Renzo Piano è nato a Genova nel 1937 ed è uno dei più famosi e riconosciuti architetti a livello internazionale. Delle sue numerose realizzazioni, il Centre Georges Pompidou è sicuramente quello che rappresenta maggiormente il suo stile controcorrente tanto che proprio in questa costruzione ce ne ha dato la dimostrazione portando all’esterno del palazzo tutti gli impianti e condutture che usualmente si trovano all’interno. 


Tutte queste caratteristiche sono quelle che noi ci aspettiamo di trovare in quella persona che potrebbe avere l’incarico di progettare o modificare i Navigli e la zona circostante che rappresentano il passato, presente e FUTURO della nostra città. Ogni cosa va però fatta con responsabilità e in vista di un miglioramento della condizione attuale: correggendo i punti deboli e migliorando i punti forti.

QUESTO E’ L’ARCHITETTO CHE VORREI … 


Il nostro Progetto ideale. Madrid Rio: la riabilitazione del fiume Manzanarre



I lavori di rimodellamento degli spazi lungo il fiume Manzanarre, ossia il progetto Madrid Río, stanno per essere terminati ed è già possibile ammirare i risultati che hanno trasformato le zone abbastanza trascurate lungo il fiume madrileno in un’area ricca di verde, spazi sportivi, culturali e molto di più.

Il progetto Madrid Río consiste basicamente nella costruzione di un grande parco lineare di più di 10 Km di lunghezza che unisce le numerose zone verdi presenti da El Pardo a Getafe. Poco a poco, questa enorme superficie recuperata è andata acquisendo la forma e la funzione di nuovo centro medioambientale, ludico, sportivo e culturale che percorre Madrid da nord a sud, integrando i quartieri delle rive del Manzanarre.

Ad oggi sono già in uso spazi come la avenida de Portugal, la Huerta de la Partida, lo spazio intorno al Puente del Rey, i giardini e stagni del Puente de Segovia e gran parte del Salón de Pinos. In tutto, fin adesso, sono a disposizione dei madrileñi (e non) più di 830.000 m² di parchi, sono stati piantati 8.360 alberi, creati 8,7 Km di cammini e sentieri e altri 8 di piste ciclabili, oltre alla riabilitazione di ponti e passerelle. I progetti attualmente in esecuzione che dovrebbero concludersi in primavera sono il nuovo Parque de la Arganzuela che accoglierà un insieme di attività sportive, culturali e di svago, includendo la “playa urbana”, ovvero la spiaggia di Madrid. Si stanno terminando gli spazi intorno al Puente de Toledo e i ponti gemelli di accesso al Matadero e all’Invernadero.


Il Salón de Pinos è un viale alberato e ornato da giardini largo 25-30 metri lungo più di 5 Km situato sulla sponda del fiume, in esso coesistono un itinerario pedonale e uno ciclistico. Molte strade, come la Calle 30, sono state rese sotterranee (l’ultimo tratto che resta di quest’ultima verrà “sotterrato” appena si trasferirà l’Atletico Madrid allo stadio La Peineta) per recuperare superfici libere di traffico e sono state trasformate in spazi verdi; lo stadio Vicente Calderón sará sostituito da un laghetto artificiale.

Salòn de Pinos

I giardini del Matadero circonderanno i suoi edifici avvicinando questa singolare istallazione culturale alle stesse sponde del fiume. Verso sud, passeggiando o in bicicletta, seguendo il Manzanarre si potrà arrivare fino a Getafe, mentre verso nord, grazie a nuovi ponti e costruzioni, si si raggiungerà El Pardo.

Madrid Río è uno spazio accessibile a chiunque e unico per il suo valore medio ambientale e urbano e la rete trasversale di passaggi sul Manzanarre alimenta un 
sistema di mobilità “leggera” ed ecologica basata su itinerari pedonali e ciclistici, che permette ai quartieri situati alla destra del fiume di comunicare con l’area centrale di Madrid. Entro la prossima primavera Madrid Río disporrà di un totale di 33 passaggi che permetteranno di spostarsi da una parte all’altra del fiume, tanto longitudinalmente come trasversalmente. Madrid Río sta diventando un enorme spazio culturale sia per i monumenti storici e dotazioni culturali che alberga, sia per il fatto di servire come nesso di comunicazione tra luoghi di grande valore storico, artistico e paesaggistico situati nelle vicinanze.


La grande scommessa sulla mobilità pedonale e ciclistica che è alla base di tutto il progetto, permette di avvicinarsi, attraverso i suoi sentieri alberati, giardini e parchi, a spazi come el Puente del Rey, el Palacio Real, el Puente de Segovia, la Ermita de San Isidro, el Puente de Toledo e le installazioni del Matadero Madrid. Proprio vicino al Puente del Rey si trova una spianata con infrastrutture preparate per grandi eventi cittadini dove sono stati già ospitati il Solar Decathlon ei festeggiamenti dei mondiali di calcio. Risalta ilcarattere sportivo del progetto, poiché Madrid Río disporrà di 43 tra piste e campi sportivi per pattinaggio, calcio, ciclismo estremo bmx, pallamano, tennis, scalata, etc.

Insomma, si tratta di un grande progetto che sta già dando i suoi frutti, rivalorizzando uno spazio abbastanza degradato e soprattutto un fiume che non è mai stato all’altezza dei fiumi delle altri capitali europee, come il Tevere di Roma, la Senna di Parigi o il Tamigi di Londra. Infatti il Manzanarre, per il suo scarso afflusso, è stato spesso deriso da vari personaggi come Quevedo, Gongora o Tirso de Molina. Se potessero ammirarlo
tra qualche mese, magari anche loro cambierebbero idea. 
Questa è la valorizzazione del Naviglio che vorremmo....


martedì 12 marzo 2013

Ebook | Milano perduta



Milano perduta è un viaggio per immagini alla scoperta dei luoghi che caratterizzavano la città ed il suo sistema dei Navigli all’inizio del XX secolo.
Utilizzando come base di partenza le fotografie scattate all’inizio del ’900 da Arnaldo Chierichetti, raccolte nel volume Itinerario nostalgico alla riscoperta del Naviglio, gli studenti, come dei moderni vedutisti, hanno ricreato, grazie ad una sapiente commistione di tecniche antiche e moderne, analogiche e digitali, le immagini di una città solcata dalle acque, prima che queste venissero coperte negli anni Trenta. Dopo averle rielaborate, hanno individuato sulla pianta di Milano i luoghi (ormai perduti) ritratti, ed utilizzando Google maps hanno affiancato ad ogni veduta un’immagine di come il luogo si presenta oggi, attraverso il servizio Street view, al viaggiatore metropolitano. Si è pertanto sviluppata una sorta di realtà aumentata, che permette di riconoscere in trasparenza questi luoghi che non esistono più e di collocarli all’interno dello spazio urbano, in una sorta di interessante riscoperta della Milano città d’acqua.

Le immagini sono state realizzate dagli studenti della classe 3G.