https://dl.dropboxusercontent.com/u/46873771/Strumenti_61_br.pdf
Questo è il numero di strumenti dove si trova un esauriente articolo che racconta il primo anno della nostra bella esperienza Panta Rei"... nell'attesa... di ripartire a breve con la fase finale "Marconiani sul Naviglio"....Buona lettura!
giovedì 19 settembre 2013
lunedì 1 luglio 2013
Ernesto e il suo caro Naviglio, di Davide Gotti
ERNESTO
E IL SUO CARO NAVIGLIO
Era un sabato pomeriggio
di primavera e l’ anziano Ernesto stava passeggiando lungo il
naviglio con il suo nipotino quando decisero di sedersi su una
panchina .
La situazione ricordava
all’ anziano uomo la sua gioventù e il nipote vedendo il nonno
pensieroso gli chiese a cosa egli stesse pensando ed Ernesto rispose
che rivedeva se stesso nelle acque del naviglio che stavano
“invecchiando” insieme a lui.
Il bambino , non capendo,
chiese al nonno di spiegarsi meglio e quindi Ernesto decise di
raccontare una storia al nipote.
“Il
7 marzo del 1953 , all’ età di 17 anni, Ernesto decise di
trasferirsi dal su paese di nascita , Bettola in provincia di
Piacenza, a Milano.
Le prime due settimane milanesi le passò ospite da lontani cugini della madre , giusto il tempo di trovare un lavoro .
Le prime due settimane milanesi le passò ospite da lontani cugini della madre , giusto il tempo di trovare un lavoro .
Venne
assunto in una prestigiosa vetreria nella periferia sud di Milano e
con il primo stipendio decise di affittare un piccolo appartamento
sui navigli , una zona di Milano che lo affascinava moltissimo perché
gli ricordava la sua dolce e fresca val Nure, nella quale passò la
sua infanzia e giovinezza.
Nei
periodi più caldi , dopo una lunga giornata alla vetreria , era
solito fare un tuffo nel naviglio , prima di risalire nella sua
accogliente casetta dall’ aria montana.
Un
giorno , si stava recando al punto dove era solito tuffarsi , e poco
più avanti sentì l’ urlo di una fanciulla, allora decise di
andare a controllare e vide un piccolo ed esile barboncino bianco nel
Naviglio Grande e la sua padroncina che lo stava richiamando
disperatamente.
Ernesto
decise di tuffarsi e riportò il cagnolino alla padrona la quale lo
ringraziò in tutti i modi e lo invitò ad andare a casa sua per
asciugarlo e ripulirlo , ma Ernesto rifiutò e tornò a casa sua.
Rimase
letteralmente folgorato dalla visione di quella fanciulla ,dai suoi
capelli biondi e lunghi fino a metà schiena e dai sui occhi azzurri
come il ghiaccio.
Il
giorno seguente , tornando dal lavoro , incontrò la fantastica
fanciulla e , dopo essersi fatto coraggio, la invitò a bere un caffè
.
I
due si conobbero e tra loro si instaurò un'intensa amicizia,
probabilmente perchè né uno né l'altra avevano veri amici a
Milano.
La
ragazza si chiamava Stella , veniva da Avellino e il padre era un
importante bancario di origini svizzere , mentre la madre era morta a
causa di complicazioni durante il parto.
Stella
voleva seguire le orme del padre ed era andata a milano per studiare
economia alla prestigiosa universitá milanese Luigi Bocconi.
I
due continuarono a sentirsi e vedersi per piu di un anno e mentre
stavano cenando la sera dell'8 marzo 1955 Ernesto chiese a Stella di
sposarlo .
Nel frattempo , risparmiando , era riuscito a comprare la casa nella quale abitava in affitto per poi andarci a vivere con Stella.
Quella stessa sera Stella , lusingata e commossa, accettò di andare in moglie ad Ernesto e passarono la notte insieme.
Nel mese seguente i due si occuparono esclusivamente dell'organizzazione del lieto evento , ma Ernesto non abbandonò la sua abitudine del bagno nel naviglio, puntualmente , ogni sera , riviveva un attimo della sua infanzia tuffandosi nelle acque del naviglio.
Un venerdì sera , Stella ricevette una lettera da parte di sua zia Angelina la quale la informava che suo padre era stato ricoverato in ospedale a causa di un malore.
Stella non ci pensò due volte e prese il primo treno per Avellino per tornare al suo paese natale , probabilmente, per dare l'ultimo saluto al suo caro padre.
I due promessi sposi non si sentirono per più di due mesi ed Ernesto , dopo aver raccimolato una cospiqua somma si licenziò dalla vetreria e comprò una piccola fiat500 grigia per andare in campania a cercare la sua amata.
Il giovane e sconsolato Ernesto chiese più volte a se stesso se ciò che stava facendo era cosa buona o stupida, probabilmente stava solo perdendo tempo alla ricerca di qualcuno che non ricambiava più il suo amore.
Passó oltre un anno prima che Ernesto ritrovasse la sua amata , ma ciò che si trovò davanti non era quello che si aspettava : Stella si era sposata con il dottore che aveva operato suo padre e insieme a lui aveva avuto una bellissima bambina.
Ernesto preferì andarsene senza creare disordini perchè aveva comunque visto una famiglia felice che gli aveva riaperto il cuore.
Sulla strada del ritorno , con i soldi che iniziavano a scarseggiare, decise di prendere anche lui la strada per il suo paese natale e si diresse verso la fresca e pulita val Nure."- E poi nonno , come va a finire ? -" Ritornato al suo paese venne accolto con uma grande festa alla quale conobbe quella che ancora oggi sua moglie con la quale ebbe due figlie.
Nel 1992 decisero di ritornare a Milano in quella sudicia e impolverata casetta piena di ricordi nei pressi del Naviglio Grande."- Così potè continuare a fare il bagno come quando era ragazzo ?-" Purtroppo no , nel frattempo Milano era diventata un'importantissima città industriale e le fabbriche nascevano come funghi , e l'unico posto nel quale era possibile scaricare i rifiuti era proprio il naviglio, per queato motivo oggi abbiamo acque sporchissime , spesso schiumose e maleodoranti." - Adesso per colpa delle fabbriche nessuno potrà fare più il bagno nel naviglio!-" Caro nipote , oggi ci sono associazioni e gruppi che stanno lavorando per ripulire le acque e spero che un giorno tu possa raccontare questa storia ai tuoi nipoti ma in senso inverso, ovvero che una volta le acque del naviglio erano sporche ma che ora grazie al lavoro di molte persone si può usufruire di un bene così grande ".
Nel frattempo , risparmiando , era riuscito a comprare la casa nella quale abitava in affitto per poi andarci a vivere con Stella.
Quella stessa sera Stella , lusingata e commossa, accettò di andare in moglie ad Ernesto e passarono la notte insieme.
Nel mese seguente i due si occuparono esclusivamente dell'organizzazione del lieto evento , ma Ernesto non abbandonò la sua abitudine del bagno nel naviglio, puntualmente , ogni sera , riviveva un attimo della sua infanzia tuffandosi nelle acque del naviglio.
Un venerdì sera , Stella ricevette una lettera da parte di sua zia Angelina la quale la informava che suo padre era stato ricoverato in ospedale a causa di un malore.
Stella non ci pensò due volte e prese il primo treno per Avellino per tornare al suo paese natale , probabilmente, per dare l'ultimo saluto al suo caro padre.
I due promessi sposi non si sentirono per più di due mesi ed Ernesto , dopo aver raccimolato una cospiqua somma si licenziò dalla vetreria e comprò una piccola fiat500 grigia per andare in campania a cercare la sua amata.
Il giovane e sconsolato Ernesto chiese più volte a se stesso se ciò che stava facendo era cosa buona o stupida, probabilmente stava solo perdendo tempo alla ricerca di qualcuno che non ricambiava più il suo amore.
Passó oltre un anno prima che Ernesto ritrovasse la sua amata , ma ciò che si trovò davanti non era quello che si aspettava : Stella si era sposata con il dottore che aveva operato suo padre e insieme a lui aveva avuto una bellissima bambina.
Ernesto preferì andarsene senza creare disordini perchè aveva comunque visto una famiglia felice che gli aveva riaperto il cuore.
Sulla strada del ritorno , con i soldi che iniziavano a scarseggiare, decise di prendere anche lui la strada per il suo paese natale e si diresse verso la fresca e pulita val Nure."- E poi nonno , come va a finire ? -" Ritornato al suo paese venne accolto con uma grande festa alla quale conobbe quella che ancora oggi sua moglie con la quale ebbe due figlie.
Nel 1992 decisero di ritornare a Milano in quella sudicia e impolverata casetta piena di ricordi nei pressi del Naviglio Grande."- Così potè continuare a fare il bagno come quando era ragazzo ?-" Purtroppo no , nel frattempo Milano era diventata un'importantissima città industriale e le fabbriche nascevano come funghi , e l'unico posto nel quale era possibile scaricare i rifiuti era proprio il naviglio, per queato motivo oggi abbiamo acque sporchissime , spesso schiumose e maleodoranti." - Adesso per colpa delle fabbriche nessuno potrà fare più il bagno nel naviglio!-" Caro nipote , oggi ci sono associazioni e gruppi che stanno lavorando per ripulire le acque e spero che un giorno tu possa raccontare questa storia ai tuoi nipoti ma in senso inverso, ovvero che una volta le acque del naviglio erano sporche ma che ora grazie al lavoro di molte persone si può usufruire di un bene così grande ".
di Davide Gotti, IIF
Liceo Marconi, dopo una gita in barca con la classe sulle acque del
Naviglio
sabato 8 giugno 2013
cartiera binda
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Storia della Carta
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Una delle
esigenze fondamentali dell’uomo, fin dall’epoca preistorica, è quella di poter
fermare le immagini, le parole ed i pensieri e poterli condividere senza
limitazioni di tempo o di distanza.
Ma
dove fermare disegni, geroglifici e scrittura?
FONTI:
Navigli.it http://www.cartaamanonelleande.org/it/paper-and-history
Etichette:
contenuti creative commons CC BY-NC-SA 3.0 IT,
liceo g. marconi milano,
progetto panta rei
venerdì 7 giugno 2013
l'acqua e il riso
L’acqua e il
riso
Il riso era una coltura non molto
presente nel territorio italiano, ma con il passare degli anni cominciò a
sostituire gli altri tipi di colture fino a diventare la monocoltura tipica per
eccellenza nella zona nord-ovest d’Italia il terreno per la coltura del riso
(risaia) è perfettamente livellato, diviso in vasche molto basse, dette camere,
mediante piccoli argini di terra alti 30-40 cm. Le camere vengono allagate dopo
la semina nel caso di semine in asciutta come fossero bagnature, e nella
maggior parte dei casi alle sommersioni delle camere, segue nel giro di pochi
giorni la semina. Coltivare il riso nell’acqua comporta alcuni vantaggi:
l’acqua trasporta nella risaia molte
sostanze nutritive dall’esterno e grazie a questo si può ottenere un raccolto
maggiore del 50% rispetto a una risaia concimata.
Contrariamente al riso, le altre
piante non si trovano a loro agio nell’acqua e questo limita drasticamente la
proliferazione di piante indesiderate nelle risaie. Le coltivazioni senza acqua
hanno bisogno di cicli di riposo o cambiare il tipo di colture per non
impoverire il terreno, viceversa quelle immerse nell’acqua non necessitano di
questa condizione e gli appezzamenti di terreno utilizzati come risaie, proprio
grazie all’acqua, possono essere riutilizzati ogni anno e sempre dal riso senza
alcun cambio di coltura.
L’acqua raccoglie il calore di giorno
e lo cede durante la notte, mantenendo la temperatura costante a difesa dei
semi e delle giovani piante. L’acqua delle risaie non deve essere stagnante ed
è necessario un ricambio d’acqua corrente per non impoverirsi d’ossigeno,
vitale per la vita delle piante, per questo le camere sono poste a livelli
differenti e l’acqua immessa da un canale (cavo irrigatorio) in quello
inferiore scorre verso quelli inferiori fino ad un altro canale detto colatore.
Bibliografia:
Wikipedia
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liceo g. marconi milano,
progetto panta rei
mercoledì 5 giugno 2013
martedì 4 giugno 2013
lunedì 20 maggio 2013
NAVIGLIO
GRANDE
Il
Naviglio Grande è un canale completamente artificiale derivato dal fiume
Ticino, presso Tornavento, e termina nelle acque della darsena di Porta
Ticinese in Milano. E’ stato costruito prima dell’invenzione delle chiuse.
Ha
una lunghezza di 49,9 km con un dislivello totale di 34 metri; ha una larghezza variabile intorno ai 20 metri per poi
restringersi intorno ai 15 metri (nel tratto da Abbiategrasso a Corsico) fino
ad arrivare a 12 metri in Milano. La profondità
minima che può raggiungere è di 1m e la massima è di 3,80m.
NAVIGLIO
PAVESE
Il Naviglio Pavese nasce come canale navigabile che univa Milano a
Pavia; prende le acque dalla darsena di Porta Ticinese a Milano e sfocia nel
Ticino a Pavia.
Ha
una lunghezza di 33,1 km e una larghezza
di circa 10,8 m sul fondo. La sua profondità è di 1m. Il
canale supera un dislivello di 56,73m di cui 4,5 consumati in
pendenza e gli altri 52,21 esauriti in 14 sostegni (chiuse)-conche.
NAVIGLIO DELLA MARTESANA
Il
Naviglio della Martesana, completato definitivamente nel 1496 sotto la guida di
Ludovico il Moro, scorre da Trezzo sull´Adda a Milano per una lunghezza
totale di 38 km. Presenta un dislivello di 18m con una pendenza ripartita essenzialmente sul fondo. E’ largo
dai 9 ai 10 metri e con una profondità media
di 75 cm. Ha una sola conca a Cassina de Pomm
di circa 2m.
NAVIGLIO DI
PADERNO
Progettato da Leonardo da Vinci ed inaugurato da Lodovico
il Moro nel 1496, il naviglio della Martesana serviva a congiungere la città di
Milano all'Adda e quindi al lago di Como.
Il naviglio di Paderno ha una lunghezza di 2605m circa ed è una larghezza di 11m sul
fondo; l´acqua è sempre tenuta a metri 1,20 d’altezza. Ha una profondità di 1,5m
circa ed un dislivello di 27m vinto con 27 sostegni.
NAVIGLIO
DI BEREGUARDO
In particolare, il naviglio di Bereguardo, iniziato già
nel 1420, fu realizzato in gran parte tra il 1457 e il 1470 per volontà di
Francesco I Sforza duca di Milano. Ha una
lunghezza di 6,5 km e una larghezza di 9m circa.
Presenta un dislivello di 25m di cui 21 coperti da 11 sostegni e una profondità che varia da 1m a 1,5m. Si dirama sulla destra del Naviglio Grande a Castelletto
di Abbiategrasso e termina a Bereguardo.
Le chiuse del Naviglio
L’arte
di costruire canali navigabili sarebbe poco progredita nei secoli se non fosse
intervenuta l’invenzione della conca che consente colla regolazione della
pendenza dei canali, la loro migliore navigabilità, vincendo con salti in
località opportune i forti dislivelli del terreno, trasformando, cioè un canale
a pendenza continua, quale si addice bene per condurre acque di irrigazione e
di forza motrice, in un canale a gradinata, ogni gradino del quale è
precisamente una conca, cioè un bacino di limitate dimensioni, compresso tra
due chiuse mobili successive, dove è possibile il far salire e scendere il
livello delle acqye e con esse i galleggianti che vi si trovano.
La conca di navigazione
è un manufatto idraulico che permette di rendere navigabili canali e fiumi con
differenti livelli d'acqua.La parte centrale della conca è formata da una vasca, chiamata anche bacino, di dimensioni proporzionate alle imbarcazioni che la devono attraversare. In genere la vasca sui lati maggiori è delimitata da due muri di fiancata e sui lati minori da due porte a tenuta d'acqua. Il fondo della vasca è posto a livello uguale o leggermente più basso di quello del corso d'acqua inferiore.
Se per esempio una barca sta risalendo il corso di un canale le porte a monte della conca sono aperte, quelle a valle sono chiuse. Entra nel bacino della chiusa, le porte a valle si chiudono, il livello dell’acqua nella chiusa si alza grazie all’afflusso delle porte aperte a monte, quando l’acqua ha raggiunto il livello del corso superiore il natante può proseguire. Manovra inversa per il percorso in senso contrario.
Ciascuna delle due porte, come per la barca, può essere manovrata soltanto quando l'acqua posta a monte e a valle della stessa porta, è a pari livello. Per questa ragione le porte sono munite di acquedotti, aperture che possono essere chiuse o aperte a volontà per riempire o svuotare la vasca della conca senza ricorrere all'impiego di pompe.
Bibliografia:
·
Navigli del milanese di Giuseppe Codara; ed. Meneghine
·
Wikipedia
·
Storia dei navigli.it
Emma Valenti, Arianna Pavesi, Ginevra
Scaglioni.
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